Circo in generale
Knie
| Il lato meno "fantastico" della magia del circo |
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| Sunday 01 April 2007 | |
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Le apparenze ingannano Le esibizioni, rapide, colorate, accompagnate da applausi e da musica, trasmettono al pubblico, e soprattutto ai bambini, l'impressione che gli animali da circo abbiano un'esistenza piacevole, e che si sentano a proprio agio sulla pista da circo sotto ai riflettori. Ma le apparenze ingannano: in realtà questi animali sono spesso condannati a una vita miserevole fatta di costrizioni. In certe nazioni, come la Danimarca, la Svezia, la Finlandia e l'Austria, i circhi non possono più circolare con animali detti selvatici. Molti paesi e città del Canada, dell'Italia e degli Stati Uniti non permettono ai circhi con animali di esibirsi sul suolo pubblico.
Come mai adoriamo il circo?
In libertà la maggior parte degli animali hanno a disposizione uno spazio molto vasto; corrono, saltano e/o si arrampicano sugli alberi, nuotano o volano. Questi bisogni non possono essere sufficientemente soddisfatti in un circo a causa della mancanza di spazio. Non c'è bisogno di essere zoologhi per comprendere che non si può compensare questi bisogni elementari in uno spazio come quello del circo. Ovviamente non si può cercare su un libro la superficie di cui ogni animale necessita, ma è evidente che la detenzione di un animale in una gabbia non può sopperire a questi bisogni di base. Dovrebbe essere sufficiente menzionare che le relazioni tra gli animali e quindi i comportamenti sociali sono molto limitati se non resi impossibili perchè gli animali servono solo allo spettacolo e sono generalmente privati della possibilità di avere contatti con gli altri individui della loro specie. Un argomento spesso utilizzato per giustificare la detenzione degli animali dice che «è impossibile giudicare la qualità di vita degli animali selvatici tenuti in un circo basandosi solamente sulla grandezza delle gabbie. L'essenziale è concentrarsi sui bisogni biologici di ogni specie». In ogni caso questi bisogni possono essere soddisfatti persino in un essere umano colpito da una grave malattia con lo scopo di alleviare le sue sofferenze e ritardare il suo decesso, senza che quest'uomo migliori e/o si senta veramente meglio... Allo stesso modo i bisogni biologici degli animali vengono effettivamente soddisfatti, così che essi sono effettivamente tenuti in vita, ma questo non significa assolutamente che si sentano bene in questo ambiente. Quindi il soddisfacimento di questi bisogni non è un criterio adatto a giudicare e legittimare lo sfruttamento degli animali a fini artistici o di intrattenimento. Ogni circo viaggia. Generalmente durante l'inverno gli animali passano qualche mese nelle loro "residenze invernali" in un ambiente povero di stimoli, mentre durante la primavera, l'estate e l'autunno sono costantemente trasportati da un posto all'altro. Generalmente il soggiorno nei luoghi dove viene tenuto lo spettacolo non dura più di qualche giorno. Il fatto che gli animali non "viaggiano", ma sono trasportati, ovviamente significa che sono stipati in gabbie, generalmente le più piccole possibile, per grandi distanze. Come fanno dei trasporti simili a rispettare i bisogni elementari degli animali?
Anche il così chiamato «addestramento dolce», di cui le ditte più rinomate del settore vanno fiere, non è «rispettoso» degli animali. Non è sicuramente solo con parole gentili che è possibile persuadere un elefante a mettere tutto il suo peso su di una sola gamba, in equilibrio su un piccolo sgabello. È altrettanto difficile comprendere come si possa far saltare un felino attraverso un cerchio di fuoco senza fare uso della forza, dal momento che è risaputo che il fuoco è una delle sue più grandi paure. Può essere che i metodi d'addestramento siano diventati più subdoli, ma il principio della «ricompensa» e della «punzione» resta sempre d'attualità. Si sente spesso che gli animali da circo non facciano niente che vada oltre le loro abilità naturali, quello che farebbero anche in libertà. La cosa giusta in queste affermazioni è che non si insegnerà mai a volare a un ippopotamo e nemmeno ad andare in bici ad una giraffa. Prendendo in considerazione diversi esercizi di addestramento, sembrerebbe dunque che sia parte del comportamento naturale di un elefante il tenersi sulle sue gambe posteriori e sedersi su uno sgabello. Questo corrisponde veramente alle sue «disposizioni naturali»? È chiaro che vengono sfruttate delle capacità di cui gli animali fanno uso solo in certe situazioni estreme come per esempio il superamento della paura del fuoco o dei rumori forti a causa di pericoli ancora più grandi. La paura dello scoppio della frusta e della punizione che verrà dal domatore riescono a innescare comportamenti simili. La frusta può difficilmente essere considerata come un mezzo di comunicazione non violento con gli animali. L'addestramento è sempre un esercizio di dominazione. La volontà degli animale deve essere piegata e forzata nella direzione voluta dalla persona che esercita il potere. Il fatto che questo animale si trovi in cattività non gli lascia altra scelta che quella di sottomettersi alla volontà dei suoi dominatori, cosa che succede anche con qualunque essere umano in cattività.
Il pubblico del circo dice generalmente di amare gli animali, di ammirare la loro bellezza e le loro inabituali capacità fino a quando questi ultimi diano l'impressione di essere ben nutriti e non feriti. È ancora radicata in molte persone la credenza che gli animali non abbiano né individualità né "anima", cosa che facilita enormemente la mancata presa in considerazione della loro sensibilità. La psicologia animale e la scienza del comportamento ci spingono a credere giorno dopo giorno a questa concezione riuscendo a farla prevalere sulla realtà, ma, come ogni proprietario di animale sa per esperienza, l'animale è un essere sensibile e capace di provare sentimenti. Ognuno può, partendo dalla propria capacità d'identificazione e da una conoscenza minima delle caratteristiche di questi animali, concepire da sè la gamma delle sofferenze interiori da loro provate quotidianamente. L'affermazione che si tratti di una personificazione dell'animale non è più valida da molto tempo perchè alcune ricerche scientifiche recenti hanno dimostrato i punti biologici in comune fra gli esseri umani e gli altri animali, anche sul piano psichico, tenendo conto delle particolarità di ciascuna specie.
Conclusione Il circo non è un luogo adatto per gli animali. In questo posto non può esistere una vita rispettosa dei loro bisogni: passano la maggior parte del loro tempo in gabbie anguste, senza contatti con i loro simili, e devono eseguire ridicoli numeri "artistici". Gli animali da circo sono dei lavoratori forzati. Le brevi entrate in scena, che sono realizzate grazie ad un addestramento molto duro, nascondono al pubblico l'esistenza miserevole che spetta loro dietro alle quinte. È un'immagine distorta quella che viene mostrata agli spettatori, alle spettatrici e specialmente ai bambini. I circhi moderni - e ce ne sono sempre di più - sono capaci di ricreare la stessa magia senza ricorrere allo sfruttamento degli animali, e offrono con le loro performances di artisti volontari un piacere di cui noi tutti/e possiamo gioire senza averne cattiva coscienza.
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